Quarto social network più usato in Italia (incluso whatsapp), Instagram conta ad oggi circa 500 milioni di persone attive ogni giorno sulle Instagram stories (dati Instagram For Business). Utilizzare le storie significa quindi entrare in un campo molto presidiato e interattivo, il regno vero e proprio degli influencer che le utilizzano per la comunicazione con il proprio pubblico. Scopriamole un po’ meglio insieme!

Cosa sono le Instagram Stories?

Le storie sono dei contenuti temporanei in formato video che possono contenere, immagini, filmati, link, testo (e molto altro) della durata di 15 secondi l’una. Una volta pubblicate rimangono visibili per sole 24 ore. È possibile mettere in evidenza una storia in modo che rimanga sul profilo in una raccolta ad hoc e sempre visibile. 

A cosa servono?

  • Creare contenuti ad alto tasso di interazione.
    Instagram stima che 1 storia su 5 riceva una risposta come messaggio privato. La percentuale poi sale ancora di più se si tratta di interazione diretta con gli stickers messi a disposizione.
  • Rendere maggiormente visibili i propri post
    La condivisione del proprio post sulle proprie storie è uno degli strumenti più comunemente utilizzati per portare traffico sulla propria bacheca. In questi giorni è stata ventilata l’ipotesi di togliere questa possibilità a causa di problematiche di privacy (vi terremo aggiornati!).
  • Condividere contenuti in cui si è taggati o comunque contenuti di terzi
    Tramite le menzioni è possibile ri-condividere facilmente le storie di altre persone nelle proprie, creando quindi collegamenti tra i profili. Come nel punto precedente siamo in attesa di sviluppi sul possibile ostacolo relativo alle condivisione.
  • Sollecitare il parere degli utenti
    Tramite l’utilizzo degli sticker, ma anche solamente con una domanda diretta, le storie hanno dimostrato di essere uno strumento eccezionale per sollecitare il parere degli utenti.
  • Creare materiale di backstage
    Il backstage continua ad essere uno dei contenuti che rende più curiosi gli utenti, spesso il materiale non è tale da essere montato e pubblicato sulla bacheca (per qualità, formato o stile), è qui che ci vengono incontro le storie: con la loro natura temporanea diventano perfette alleate per contenuti scherzosi, divertenti e bloopers!  

Perché farle?

  • Per essere visibili: 500 milioni di persone attive al mondo sulle Instagram stories sono davvero un bel po’ di motivi per lanciarsi in questo mondo.
  • Per mantenere il proprio pubblico aggiornato: in prima battuta le vostre storie verranno viste dal VOSTRO pubblico, ciò non significa però che non ci sia possibilità di uscire dalla vostra nicchia e farvi conoscere ovunque. In ogni caso un aggiornamento costante sulle storie vi permetterà di fidelizzare il vostro audience (dando anche materiale da condividere!).
  • Per fare ricerca di mercato sul proprio pubblico: chiedere direttamente al proprio pubblico di compiere un’azione semplice, come un voto, una preferenza o una condivisione, può aiutare incredibilmente nella raccolta di informazioni utili.
  • Per farsi conoscere: raccontarsi sulle stories è qualcosa di molto comune, rispetto ai post (generalmente più patinati) le storie danno la possibilità di affrontare diversi argomenti con più naturalezza e semplicità. Da qui è chiaro come siano degli ottimi modi per aprire una porta più personale all’interno del proprio brand.

Come farle?

  1. Usando tutte le funzionalità messe a disposizione da Instagram, si agli sticker, gif, menzioni eccetera.
  2. Con foto e video fatti al momento, “carpe diem” nell’era moderna significa “fai una storia”.
  3. Trascrivendo una storia parlata in modo che possa essere apprezzata anche da chi guarda le stories senza audio o dalle persone sorde. Sui social possiamo arrivare a tutti, ricordiamo di farlo in modo sempre inclusivo!
  4. Raccontando effettivamente una storia, componendo dei contenuti capaci di avere una linearità e collegamento: datevi allo storytelling 15 secondi alla volta.

E voi cosa ne pensate?
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