Il 25 novembre ricorre la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.

Questo argomento può sembrare distante dal nostro lavoro di ogni giorno, alcuni potrebbero anche pensare che non sia compito nostro parlarne, eppure siamo convinti che il primo passo verso la risoluzione di questo problema, sia da ricercarsi più profondamente rispetto ai soli casi di cronaca.  

Il sessismo, a nostro avviso da considerarsi alla base dei fenomeni di violenza, si nasconde molto spesso nella cultura popolare, si annida dietro agli stereotipi di cui si nutre. In questa giornata, dedicata al combattere tutte le forme di violenza sulle donne, vogliamo concentrarci sulla comunicazione e su come un messaggio pubblicitario possa influenzare questa cultura.
Nel nostro piccolo ci sono delle cose che cerchiamo di fare ogni giorno:

1. Dove possibile usare un linguaggio neutro

Che sia usando l’asterisco al posto della lettera finale relativa al genere, oppure usando delle forme neutre (un classico esempio è: “la storia dell’uomo” facilmente trasformabile in “la storia dell’umanità” senza perdita di senso), usare un linguaggio neutro ci permette un’inclusione altrimenti non possibile con il “maschile neutro” generalmente usato in italiano.

2. Dosare nelle nostre proposte la presenza di figure femminili

Curando la comunicazione di clienti in diverse aree merceologiche, molto spesso abbiamo toccato con mano la mancanza di rappresentazione femminile, nel creare nuove campagne cerchiamo sempre di diminuire il divario rappresentativo e non cadere negli stereotipi sempre troppo presenti nel mondo pubblicitario (vi consigliamo di approfondire qui). Questo significa semplicemente ritrarre una normalità che esiste, ma che difficilmente viene mostrata.

3. Fare squadra

Questa giornata non è un femmine contro maschi, non è uno scontro, ma dovrebbe essere un’occasione di incontro e di supporto reciproco. Per questo uno dei punti che ci sta molto a cuore è quello di Fare Squadra, non un genere contro l’altro, ma assieme contro una errata rappresentazione di entrambi. Questo riguarda le azioni di ogni giorno che portano ognun* di noi a condividere pensieri, iniziative e profili “attivi” per la sensibilizzazione.

4. Informarsi e studiare

La società, il linguaggio, le esigenze comunicative sono in continuo mutamento, ed è vitale rimanere al passo con questi cambiamenti, soprattutto per una realtà come la nostra che fa da raccordo tra l’azienda e il suo consumatore. Nonostante nella nostra agenzia la presenza femminile sia consistente (4 donne e 1 uomo) questo non toglie che ci sia sempre margine di miglioramento per fare della nostra comunicazione una comunicazione inclusiva, essere donne non salva da errori, anche involontari.

5. Imparare dai nostri errori

L’errore può sempre capitare, è capitato anche a noi, ma da ogni passo falso abbiamo imparato e abbiamo migliorato il modo che abbiamo di gestire potenziali criticità. 

Attraverso una comunicazione più inclusiva possiamo lavorare su una cultura e un percepito radicati più a fondo di quanto pensiamo. Scardinare questi stereotipi, questi preconcetti può aiutarci ad agire sulle dinamiche che portano a violenze, di ogni genere, sulle donne.

Vogliamo concludere questo articolo con alcuni spunti e fonti dal web che riteniamo importanti:

https://www.pennamontata.com/news-copywriter/pubblicita-sessista

https://www.pubblicitaprogresso.org/Uploads/Docs/ccs-genere_22963.pdf

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