Pagina aziendale o profilo personale? Due entità distinte con finalità diverse, ma spesso confuse. Facciamo chiarezza.
Molto spesso capita di imbattersi su Facebook in singolari richieste di amicizia da parte di aziende o attività commerciali, in questi casi significa che l’azienda o l’attività in questione non ha una pagina (aziendale) ma un profilo (personale).

Profilo, pagina o gruppo? Cosa mi serve davvero?

Partiamo subito dalle basi: si può pubblicizzare la propria attività commerciale su Facebook usando un profilo personale? NO.
L’utilizzo a fini commerciali di un profilo va contro la policy di Facebook che potrebbe quindi, senza necessità di grosse spiegazioni, chiudere il vostro profilo e farvi salutare amabilmente tutto ciò che conteneva comprese amicizie, foto e messaggi.

Sto usando un profilo personale ma voglio passare ad un profilo aziendale, cosa posso fare? 

Una volta chiarita la parte normativa passiamo a una pratica che, sebbene perfettamente legale, è errata: utilizzare la propria pagina aziendale come se fosse un profilo personale (a meno che non siate influencer, quella è tutta un’altra storia).

Ecco quattro errori da non fare su una pagina aziendale

1. Postare contenuti personali

La prima cosa da tenere a mente è quella che una pagina aziendale parla dell’azienda, questo significa che i contenuti devono dare una panoramica della propria attività, della sua filosofia, dei suoi prodotti o servizi. Postare contenuti personali svia quindi dalla missione che un canale professionale deve avere.

Anche se siete “voi” la vostra azienda? Sì, anche in quel caso. Ricordatevi, anche se siete liberi professionisti e la vostra attività coincide con la vostra persona, che quello che è lavoro deve essere comunicato con la giusta professionalità, anche nei contenuti. Postare quindi una foto delle vacanze per quanto possa essere un contenuto di colore molto probabilmente confonderà i vostri utenti (a meno che non risponda ad un’esigenza di piano editoriale che va soppesata).

2. Usare un tov colloquiale (quando non è lo stile della nostra azienda)

Che dal tono di voce si possano capire molte cose anche nella vita reale è indubbio, la stessa cosa accade anche sui profili social. Se nel vostro stile personale c’è molta ironia, ma il brand per cui pubblicate (vostro o per cui seguite i social) ha invece un tono di voce più serio e professionale, quello che deve trasparire dal profilo deve essere lo stile dell’impresa. Vi lasciamo un articolo che vi fa qualche esempio.

3. Condividere articoli e notizie non inerenti alla propria attività

Un’estensione della regola di non postare contenuti personali. Condividere sulla propria pagina delle notizie o dei post non inerenti alla propria attività potrebbe essere un autogol non da poco. Questo perchè potrebbe aprire la porta ad un dibattito lontano dal proprio business, costringendo ad una presa di posizione forzatamente personale e togliendo l’attenzione dalla propria realtà.

4. Rispondere ai clienti in modo non professionale

Ben lungi dal “Il cliente ha sempre ragione” parliamo delle risposte a messaggi, commenti e recensioni date dai clienti sui propri canali. Per quanto possano essere poco piacevoli ricordate sempre che la voce che risponderà non dovrà essere la vostra, di normali essere umani che si possono offendere, ma quella della vostra azienda, a rispondere sarà la vostra attività e questo potrebbe facilmente influenzare altre persone (già clienti o meno) che anche in base a questo decideranno se lavorare o meno con voi.

Questi sono soltanto 4 dei possibili errori in cui si può facilmente incappare lavorando sui social media. Gestire una pagina aziendale (sia per la propria attività che per conto di un cliente) è un lavoro delicato, ha bisogno di un equilibrio efficace tra contenuti engaging e informativi.

Volete approfondire qualche aspetto della gestione social o volete il nostro aiuto scrivete a info@rationalfeelings.com?