Un copy efficace è un copy corretto.
Come evitare quindi di fare errori nei propri testi? Conoscendo i più comuni ed evitandoli!

Cos’è un copy? Di solito con copy intendiamo la parte testuale di un post, si può anche riferire ad un testo più in generale (e ad un copywriter in maniera affettuosa).

1. 50 sfumature di E

  • e: congiunzione
  • è: verbo essere in minuscolo
  • e’: nulla
  • È: verbo essere in maiuscolo
  • E’: pigrizia in maiuscolo

I casi in cui la E accentata maiuscola costituisce un problema di fruibilità o di programma non sono tali da giustificare l’abuso dell’alternativa creativa: E’.
Attenzione, in questo caso si parla proprio di una differenza di senso, un copy efficace è quello, prima di tutto, comprensibile.

Come fare la È?

  • Su MAC con la combo: option + shift + E
  • Su windows: Alt di sinistra + 0200  
  • Altrimenti si potrà fare il percorso di “Inserisci – carattere speciale”

2. L’apostrofo e l’accento

Apostrofo e accento sono due cose molto diverse e, in modo particolare, non intercambiabili. Quindi se c’è differenza tra e ed è (congiunzione e verbo) la stessa c’è anche tra a e à (preposizione semplice e preposizione inventata).

  • L’apostrofo si usa in caso di elisione di una o più lettere di una parola e quindi viene messo al posto della parte della parola che sostituisce. Un esempio classico è questO anno→ quest’anno
  • L’accento mette in rilievo la sillaba alla quale è associato. Mentre la consuetudine della nostra lingua non ci impone di inserire gli accenti all’interno delle parole (utili per la lettura) ci obbliga a metterli quando si tratta dell’ultima lettera della parola. Per darvi un esempio banale di importanza dell’accento pensate a PERO e PERÓ.

3. QUAL É e quale non è

Qual è si scrive senza apostrofo. Non si tratta di elisione ma di troncamento. 
Qual infatti esiste anche in forma autonoma al singolare. Quindi non stiamo elidendo QUALE ma stiamo usando la sua forma “troncata” qual.
Per scrivere un copy efficace, che non faccia accapponare la pelle agli utenti, ricordatevi di non mettere mai l’apostrofo tra “qual” e è.

4. Spazio sì o Spazio no?

  • Prima della punteggiatura: No.
  • Dopo la punteggiatura: Si.
  • Doppio? No, mai.

Metteremo quindi sempre la punteggiatura senza spazi rispetto alla parola precedente e con UNO spazio rispetto alla parola successiva.

Questo discorso è particolarmente importante per quanto riguarda gli hashtag, perchè? Ve lo spieghiamo nel nostro articolo!

5. CAPS LOCK 

VA BENE SCRIVERE TUTTO IN MAIUSCOLO SUL WEB? No

La netiquette, o più in generale la consuetudine del web, ci dice chiaramente che scrivere tutto in maiuscolo equivale a gridare. Pensateci bene prima di postare un post scritto tutto tenendo il caps lock attivato.

6. MaIuScOlE creative

Le lettere maiuscole hanno un senso. Iniziamo da questo concetto. 
Una lettera si scrive nella sua forma maiuscola quando:

  • è all’inizio di una frase;
  • segue un punto, punto esclamativo o punto di domanda;
  • è iniziale di un nome proprio (di persona o di azienda/prodotto);
  • nei nomi di persona che rappresentano cariche o ruoli particolari (es. Presidente);
  • per indicare un periodo storico: (es: Novecento).

Nella comunicazione web inoltre vi sconsigliamo il largo uso di Ti/Vi maiuscoli in termine di deferenza. Online è generalmente accettato un tono meno formale rispetto a quello che troveremo, ad esempio, in lettere e inviti cartacei.

7. Punteggiatura creativa

Facciamo il punto su alcuni dei segni di interpunzione più bistrattati (soprattutto sui social).

  • Punto fermo: 1. Mette fine ad una frase.
  • Puntini di sospensione: sono 3. Creano suspance.
  • Punto esclamativo: 1. Usato per imperativi o per dare una nota più decisa, ma anche euforica, ad una frase. La conclude.
  • Punto di domanda: 1. Fa di quella frase una domanda e la conclude.

Esagerare con i puntini di sospensione rende un post confuso e poco ordinato. Mettere numerosi punti esclamativi o punti di domanda rende la frase eccessivamente aggressiva (e non ne aiuta il significato).

8. Cioè è diverso da c’è

Cioè è un sinonimo di quindi, offre una spiegazione alla parte di frase appena precedente.

C’è invece significa “è presente”.
Da questo diventa chiaro come non possano essere usati in modo intercambiabile.

9. “Piuttosto che” cosa vuol dire davvero?

Piuttosto che è una locuzione avversativa sinonimo di invece, anziché. Esprime una preferenza e non ha lo stesso significato di o/oppure. Il suo largo utilizzo errato non è un buon motivo per fare lo stesso sbaglio :).

10. Il plurale delle parole inglesi non si fa

Quando mettiamo al plurale una parola inglese in una frase italiana la teniamo nella sua forma singolare e non aggiungiamo la s finale. Perchè lo facciamo? Semplicemente perchè stiamo applicando ad una frase IN ITALIANO una regola grammaticale (la -s finale per il plurale) di un’altra lingua. Quindi ad esempio scriveremo “ti manderò i file in giornata” e non “ti manderò i fileS in giornata”. 

Abbiamo stilato questa raccolta di 10 errori più comuni “social alla mano” e, se è vero che probabilmente non c’è un grammarnazi dietro ogni tastiera, sicuramente il primo passo per un copy efficace, e quindi per una comunicazione efficiente, è un linguaggio corretto.


Il consiglio del copy: dubbi e refusi capitano a tutti, ma scrivendo sul web abbiamo l’incredibile possibilità di controllare subito (con una breve ricerca) la correttezza di quello che vogliamo scrivere. Quindi, piuttosto che pubblicare qualcosa di cui non siete assolutamente certi, spendete qualche minuto a consultare una grammatica online. Il tempo che perderete sarà ampiamente ripagato da un copy efficace e un’identità digitale corretta.